
Venerdì 18 - Domenica 20 maggio 2007 Identità e memoria: “riflessi condizionati” tra corpo e cultura
Programma Venerdì 18 maggio ore 19.30 Cena ore 21.15 presentazione SANDRO ROTILI - monaco di Camaldoli
Sabato 19 maggio ore 8.30 Colazione ore 9.30 CORRADO SINIGAGLIA - filosofo ANDREA GRILLO - teologo ore 13.00 Pranzo ore 15.30 OMAR GALLIANI - artista GIOVANNI LINDO FERRETTI - musicista ore 19.30 Cena
Domenica 20 maggio ore 8.30 Colazione ore 9.30 ADONE BRANDALISE - teorico della letteratura ore 13.00 Pranzo
Sabato: ore 7,30 lodi - ore 18,45 Vespri. Domenica: ore 7,30 lodi - ore 11,30 Eucaristia.
Relatori SANDRO ROTILI nato a Porto S. Elpidio (AP), monaco camaldolese dal 1992.
CORRADO SINIGAGLIA insegna Filosofia della Scienza all’Università di Mila-no. Ha pubblicato “La seduzione dello spazio” (Mi-ano 2000) e “Pierre de Fermat” (con G. Giorello, Milano 2001).
ANDREA GRILLO insegna Introduzione alla teologia liturgica presso l’Istituto di liturgia pastorale di Padova e alla Facoltà teologica S. Anselmo di Roma. Tra le numerose pubblicazioni: “Tempo e preghiera. Dialoghi e mo-nologhi sul Segreto della liturgia delle ore” (Bologna 2001).
OMAR GALLIANI pittore di fama internazionale, docente di pittura all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Negli anni ’80 partecipa al movimento degli Anacronisti (fondato da Maurizio Calvesi). Dal 1978 espone in tutto il mondo.
GIOVANNI LINDO FERRETTI cantante e scrittore. Nel 1982 con Massimo Zamboni fonda i CCCP. Nel 1992, sempre con Massimo Zamboni e il nucleo dei primi Litfiba, fonda il “Con-sorzio Suonatori Indipendenti”. Dal 2005 porta in giro per l’Italia i suoi spettacoli.
ADONE BRANDALISE insegna Teoria della Letteratura presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Padova. Ha collaborato a Riviste quali “Lettere italiane”, “Studi novecenteschi”, “Immagine riflessa”, “Il centauro”, “Filosofia politica”. Informazioni 1. Le quote di partecipazione sono calcolate su due giorni completi, dato che gli arrivi sono previsti nel primo pomeriggio-sera di venerdì 18, e le partenze dopo il pranzo di domenica 20 maggio 2007. 2. Quote di partecipazione: La proposta del Seminario prevede la partecipazione a tutti i due giorni, per cui non è possibile accettare detrazioni per giorni di assenza o pasti non consumati.
Caparra da versare entro 15 gg. dalla prenotazione (non rimborsabile; da detrarre dal saldo): - adulti: euro 30,00 - giovani fino a 28 anni: euro 10,00
Contributo per i due giorni del Seminario: - euro 100,00 in camera a più letti senza servizi - euro 106,00 camera singola senza servizi - euro 120,00 camera singola o a più letti con servizi - euro 80,00 per giovani fino a 28 anni
Prenotazioni e informazioni FORESTERIA MONASTERO 52010 CAMALDOLI (AR) Tel. 0575 556013 - Fax 0575 556001 e-mail: foresteria@camaldoli.it - sito web: www.camaldoli.it Sito web del corso: http://www.camaldoli.it/web_it/pcs/pcs_tema.htm#letteratura
È come se vi fosse più paura di perdere la dottrina che l’esperienza di Cristo. R. Tagliaferri
La ridiscussione che, anche a livello teologico, ritorna sulle problematiche relative al simbolo e al rito del nostro tempo, convoglia al suo interno una serie di quesiti che abbracciano senza soluzione di continuità, a ben vedere, una costellazione multidisciplinare ampia e articolata. Nella funzione simbolica, infatti, è in gioco il problema della mediazione e della rappresentazione: problema di potere, eminentemente politico. Se il simbolo è visto come coadiuvante esterno, come qualcosa che si aggiunge per favorire la comprensione di un senso già preconfezionato, la parte sensibile, il corpo, viene svalutata e vista come accidentale, accessoria: è il blocco della tradizione, la lingua dei morti e anche, probabilmente, quella della attuale società massmediatica. Il distacco dal corpo e dall’esperienza è, in effetti, del tutto funzionale alla cattura del senso, alla sua manipolazione in vista di una sua più facile assimilazione come mezzo di imposizione di verità fruibili acriticamente. Il corpo, infatti, come correlazione, come mediazione politica del rapporto con la realtà, viene disgiunto, marginalizzato per meglio favorirne il controllo in rapporto al senso, oppure lo si riduce a pura forma biologica, privata di qualsiasi connessione simbolica, e quindi incapace di esperienza. In una società apparentemente libera e priva di ogni fondamento vincolante, caratterizzata da una legge che vige senza significato (e proprio per questo più pervasiva e onnicomprensiva), ciò che appare, pur negli innumerevoli nascondimenti, è il volto di un sistema assiduo del controllo e della previsione, dell’anticipo e dell’immunizzazione. Anche per questo, il simbolo appare come pericoloso, poiché apre la strada ad una certa quota di “perdita di controllo”. Dovremmo poter recuperare invece una continua tensione tra dottrina ed esperienza, tra logos e biologia, tra innovazione a tradizione, ripetizione ed evento. Il simbolo non è l’acquisizione di una conoscenza, ma piuttosto una sua esperienza: è la comunicazione non di un significato, ma di un incomunicabile, di una pratica che non è, ma fa il senso, modificando profondamente la percezione di chi vi partecipa. Esso avrebbe insomma perso la trasparenza e la sua leggerezza dinamica di specchio da attraversare, di luogo dell’esperire, per diventare cappa superficiale, coperchio pesantissimo, luogo della coltivazione e colonizzazione dei significati, nonché della censura dicotomica della stessa fisicità. Riscoprire e riattivare i riflessi di tale specularità bloccata è forse uno dei gesti imprescindibili per il pensiero della contemporaneità, in grado, proprio attraverso l’analisi della dinamica del simbolo, e anche alla luce delle nuove ricerche delle neuroscienze, di rimettere in moto quel movimento della “potenza del pensiero” in tutte le sue forme viventi e libere, capaci di rispondere a quel mutamento che potrebbe essere indicato con il nome di tradizione.
Andrea Ponso
|