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Mary Barbara Tolusso – Tre inediti

TOLUSSOMary Barbara Tolusso è nata a Pordenone e vive tra Trieste e Milano, dove lavora come giornalista. Ha pubblicato le raccolte di poesia L’inverso ritrovato (LietoColle, 2003), Il freddo e il crudele (Stampa, 2012) e il romanzo L’Imbalsamatrice (Gaffi, 2010). Nel 2013 ha curato il volume dedicato a Trieste della collana Grandi scrittori del Nordest. Alcune sezioni delle sue raccolte poetiche sono state inserite in «Nuovi Argomenti» (2004), «Almanacco dello Specchio» (2008) e nell’antologia Velocità della visione. Poeti dopo il Duemila (Fondazione Mondadori, 2017), alcuni racconti in antologiche (Bompiani, 2015). Ha vinto il Premio Pasolini (2004) e il Premio Fogazzaro (2012). Dal 2004 si occupa di poesia under 35, come scout per alcuni premi e collane. Ha tradotto Giacomino da Verona per il volume Visioni dell’aldilà prima di Dante (Mondadori, 2017).

 

Mary Barbara Tolusso
Tre inediti

EDIPO RE

I

La gioia di sapermi al riparo, ma non fu riparo allora
la nostra vocazione di baciarci sotto
le lenzuola. Di giorno ti aggiri sola davanti
al mondo imbecille e pensi e muori.
La gente parla, spiega, quello che fa il pittore in via Boltraffio,
l’altro che ha messo in piedi una cantina, c’è anche chi ha fatto
la galera, chi ha tentato il suicidio mentre cade
la sera ti ucciderei io se potessi, ti caverei gli occhi
nel letto, l’imperfezione, il difetto
di quella stanchezza metrica di infanzia,
la materia bianca, per te parole sporche, la morte
mi moriva tra le braccia e quella volta
sì bruciavo di passione
cieca nella perfezione del tuo costato.
La damina che non si fa spogliare.
Un altro uomo se ne va. Ma
io senza di te non ci so stare.

II

Se non ci stai io ti ricatto.
Giuro.
Ricatto la tua innocente corruzione.
Ho tutte perdute le ore e ti minaccio,
ti agiti nel sonno e io ti guardo, hai il fegato
a pezzi ma il cuore sano, la pena di averti
non bestia non uomo. Lieve impronta di animale
sonoro. Non puoi disobbedire. Hai il sesso eretto
inutilmente, sa di olio, di gas, sa di DNA.

III

Tu sei morta poesia. Si compiono gli anni di Ungaretti
e i reietti di quell’altro, il francese, la mano trema per averli frugati,
avevo gli occhi pieni e il cuore e il sesso
il tuo debito col mondo –
                                  era aperto.

Nulla fu soltanto per amore ma io sono più volgare per morire,
tu sola morirai. Pestavi l’alba e lo facevi
senza alcun riguardo. Se ti dovessi incontrare io tiro fuori
la pistola e sparo. Ferro, mercurio, venere, piombo. Padri.

TOLUSSO COPERT     tolusso 02


Fotografia di proprietà dell’autrice.