La misura del vuoto, di Maria Zanolli

Ultimo aggiornamento:

Maria Zanolli

La misura del vuoto

L’Erudita, 2020, pp.82, euro 16,00

 

‘Ondeggiare come fanno i canneti sull’orlo della sera’, questa è l’ambizione: accettare il luogo in cui ci è dato vivere, arrivare a misurare il vuoto che pure abitiamo e ci abita. ‘Perdersi, ritrovarsi’. Un lavoro maturato in piena pandemia, dove si sentono le sirene attraversare i versi ed il poeta diventare infermiere delle parole, che salva una ad una. L’enumerazione è caparbia, intervallata da poche righe di diario: ‘Centimetri, millimetri, conto le gocce sul vetro, misuro il respiro, la trasparenza, il diametro – vedrai tutto finirà – trovo una traccia e la perdo, centimetri, millimetri, il peso dei tuoi occhi…’

Maria Zanolli fa prosa e poesia con la vita quotidiana, come è giusto che sia (e non a caso cita in chiusura Umberto Fiori, grande poeta del quotidiano); la indaga con lucidità, misura i millimetri degli oggetti interiori: abitare le stanze/ lenzuola bianche/ finestre a occhi aperti/ voci di tazze, sedie/ le tue mani/ avvicinarsi/ al tocco/ schiudere/ a millimetri/ i ricordi. La poesia è frammentata quasi sempre in versi brevissimi che la rendono diafana, evocativa. Ma l’autrice sa che deve fare i conti anche con l’abbandono e col dolore, che anche per loro deve trovare le parole: Divido le parole nel silenzio/ divido per dividere il dolore.

Un libro intenso, presentato con grande partecipazione da Paolo Matteo Maggioni e Maria Borio (la quale, molto opportunamente, osserva in prefazione: ‘Il vuoto diventa una misura: un’ipotesi di distinzione essenziale tra ciò che è e ciò che non è, ciò che si prova e ciò che non si prova, la presenza e l’assenza, il benvenuto e l’addio’); una scrittura nata nel tormentato presente e che ci aiuta a ritrovare il futuro.

Antonio Fiori

*

Testamento del vuoto,
lascio bicchieri,
posate,
il vestito rosso,
il biglietto del viaggio a Parigi,
le parole carezze,
l’ombra del sole alle cinque
gli occhi al cielo
i bisbigli
la circonferenza dei sorrisi
i fili d’erba
le mani prima di un gesto, il gesto
la brocca di vetro
i gusci
di una
parola.

*

Arrendersi al vuoto
fare spazio al poco, cantare,
contare i millimetri
i giorni di sonno,
le voci dei cani, le dita
delle mani,
perdere il conto, il canto
ricominciare.

*

Ho contato i giorni
da riva a riva
ho misurato il filo
del tuo viso
le piccole righe
arricciate intorno al cielo
occhi di neve
a sfilacciare parole
a perdere a fare
e rifare
– restless
e dentro, aprirsi
come una pietra
spaccata dal vento.   

.

Maria Zanolli (1981) poeta, giornalista e artista bresciana. Ha pubblicato: Due (Campanotto, 2006), Dopo le parole (Campanotto 2011), Nel dono del cielo (L’Erudita, Giulio Perrone Editore, 2019), La misura del vuoto (L’Erudita, Giulio Perrone Editore, 2020). Ha vinto il Premio Lionello Fiumi nel 2007.                                                        

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