Golgona Anghel – tre inediti (traduzione di Matteo Pupillo)

Golgona Anghel è nata in Romania nel 1979, ma vive da anni in Portogallo, dove ha stabilito la sua residenza e ha adottato il portoghese come lingua d’espressione poetica. Attualmente, lavora come docente di Letteratura Portoghese Contemporanea presso la Faculdade de Ciências Sociais e Humanas della Universidade Nova de Lisboa. Ha pubblicato numerosi saggi di letteratura portoghese, fra i quali citiamo Eis-me acordado muito tempo depois de mim, uma biografia de Al Berto (Quasi Edições, 2006), Cronos decide morrer, viva Aiôn, Leituras do tempo em Al Berto (Língua Morta, 2013) e ha preparato un’edizione diplomatica dei Diários do poeta Al Berto (Assírio & Alvim, 2012). Dal 2011, scrive senza tregua, dando alla luce tre libri di poesia: Vim porque me pagavam, (Mariposa Azual, 2011), Como uma flor de plástico na montra de um talho (Assírio & Alvim, 2013, oggetto del Premio portoghese di Poesia Pen Club), Nadar na piscina dos pequenos (Assírio & Alvim, 2017). N.B. Le poesie qui pubblicate sono tratte dall’ultimo libro di poesia, intitolato Nadar na piscina dos pequenos (Assírio & Alvim, 2017).


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Matteo Pupillo (1994), nato e cresciuto in Italia, vive a Lisbona da 4 anni. È laureato in Lingue per la Comunicazione Interculturale e si è, poi, specializzato in Lingua e Letteratura Portoghese presso l’Universidade Nova de Lisboa. Lavora come docente di lingua portoghese, traduttore e investigador júnior di letterature in lingua portoghese.

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Devia escrever coisas mais divertidas,

entreter as massas.
Evitar, ao menos, cenas tristes,
mudar de roupa uma vez por mês.
Podia, decerto, afastar-me, sair do corpo, dos seus humores.
Entrar na biopolítica, usar os seus métodos. Engravidar uma ideia alegre.
Enfim, nada contra os suicidas de carreira e os demais performers do além.
Não é que não me apeteça largar-te
num eléctrico sem traveõ
s.
Deixar-te num país estrangeiro,
sem dinheiro e sem memória.
Não se iludam, ainda sei baixar as calcãs. Fazer o truque.
Mas se o meu psiquiatra ler isto,
vai achar que o tratamento
já não funciona.

 

Dovrei scrivere cose più divertenti,

intrattenere le masse.

Evitare, almeno, situazioni tristi,
cambiarmi una volta al mese.
Potrei, certamente, allontanarmi, uscire dal corpo,
dai suoi umori.
Entrare nella biopolitica, usare i suoi metodi, fecondare un’idea allegra.
Insomma, nulla contra i suicidi di carriera
e i restanti artisti dell’aldilà.
Non è che non voglia mollarti
su un tram senza freni.
Abbandonarti in un paese straniero
senza soldi e senza memoria.
Non illudetevi, so ancora abbassarmi i pantaloni.
Fare il giochetto.
Ma se il mio psichiatra legge questo,
penserà che la cura
non ha più effetto.

*

Sentes-te bem ao ar livre.
Ainda assim, preferes o ataúde.
 
Descansa, minha vida,
mesmo se tu até em sonhos acredites
que todos merecemos salvar-nos.
Sobrevivermo-nos.
 
Dorme, meu estupor,
enquanto as jarras de lírios
dissimulam a porta do teu breve inferno.
 
Já sei.
Tens medo.
Estás perdida na tua condição de mulher
e queres agora encontrar uma saída.
 
Relaxa, meu amor,
a meta é simples:
cair no esquecimento.
Tu vais lá chegar antes.

 

Ti senti bene all’aria aperta
Ciononostante, preferisci il feretro.

Riposa, vita mia,
anche se tu persino nei sogni credi
che tutti meritiamo di salvarci.
Di sopravvivere.

Dormi, stupore mio,
mentre i vasi di gigli
dissimulano la porta del tuo breve inferno.

Ho capito.
Hai paura.
Ti sei persa nella tua condizione di donna
e ora vuoi trovare una via d’uscita.

Rilassati, amore mio,
la meta è semplice:
cadere nell’oblio.
Ci arriverai prima tu.

*

Ficámos tanto tempo em silêncio,
que conseguimos,
até que enfim,
confundir-nos com a noite.
Vínhamos, é certo, de sonhos distintos
e ainda não tínhamos aprendido a adormecer
sem que isso não parecesse uma queda no vazio.
Aceitávamos, no entanto,
que os nossos corpos continuassem um caminho
para o qual nós não tínhamos explicação.

 

Siamo rimasti in silenzio per così tanto tempo,
che siamo riusciti,
finalmente,
a confonderci con la notte.
Venivamo, certamente, da sogni diversi
e non avevamo ancora imparato ad addormentarci
senza che questo non sembrasse una caduta nel vuoto.
Accettavamo, però,
che i nostri corpi continuassero un percorso
per il quale noi non avevamo spiegazione.

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