Giuseppe Todisco – Inediti

Giuseppe Todisco è nato a Foggia nel 1980. Suoi testi sono apparsi su diverse antologie, tra le quali Enciclopedia di Poesia Italiana , a cura della Fondazione Mario Luzi. È presente all’interno della collana Poeti e Poesia, a cura di Elio Pecora. Collabora con alcuni lit-blog ed è co-fondatore e co-direttore di Avamposto, rivista di poesia. Si prega girati di schiena (Marco Saya, 2020) è la sua raccolta d’esordio.

Giuseppe Todisco – Inediti

I

Non mi lasci che cenere
quando, per addio,
                                 sali di un cielo
e io ti sono
qui,
a regola d’uomo
che non ha scienza

e sparge terra e figli dove capita.

L’altra parte di essere felici
insidia il giorno
                             e l’Illinois
resta una parola come tante
se non so più dove mettere

le case.

A milioni, da lontano,
quel che arriva in sogno

è una promessa.

Ma fa fede il taglio,

il solco

scavato per svegliarsi,
la mano che mi dice – aspetta.

*

II

E’ presto dire l’aria che si spezza,

la mano a sfascio sulle rose:

aggiunti a quegli ulivi e con la scorza

sentire che risale.

Di che ti ho vista crescere,
se non di certi graffi. – Giù nei polsi
c’è ancora tempo

                              da succhiare.

*

III

Vieni – tra l’occipite e il sonno –
come il dispetto di una sedia
che cade. Toccasse a me
la stella, la prima luce del selciato.
Ma tu vieni
come quel lampo
che pure lo scisto ha sognato.

 

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