Francesco Tripaldi – Inediti

Francesco Tripaldi (Tricarico (MT) 27 maggio 1986). Nel 2019 pubblica la sua prima raccolta di poesia “Il machine learning e la notte stellata” (Collana Gialla – LietoColle Editore).

*

Cinica clinica

L’amico cinico
sperimenta delusioni,
bacia la sua ragazza
difronte al frigo spalancato:
i tramonti sono sopravvalutati
ed il mare non è altro
che una soluzione salina.

L’amico cinico
dice che siamo tutti uguali
solo all’ora dell’aperitivo
e ritiene più utile inviare curricula
alle vedove facoltose
che alle multinazionali americane.

Al mio amico cinico
non interessa l’amicizia;
la percepisce come un possibile
ostacolo al suo suicidio.

*

Per non sbriciolarci

Per non sbriciolarci
di questi alloggi in fiamme
faremo balere;
chiese erette nel nulla
si ergeranno a rifugi
se saremo disposti ad inginocchiarci
di fronte agli altari indigeni
su cui si incardina
la polarità magnetica di questo mondo.

Per non sbriciolarci
dovremo fuggire correnti di vendetta,
rintanarci
in stanze di guarigione
assolvendoci
da colpe tralatizie
e pestilenze australi
pregando più forte
del frastuono struggente
del rantolo di draghi feriti.

In posti in cui i solchi dei carri
hanno confuso molti sentieri
e diverse orme,
pianteremo i nostri steccati
per farne accampamenti.

Per non sbriciolarci
costruiremo altitudini
NON
per avvicinarci al cielo
ma per allontanarci dalla terra,
per strisciare fuori da trincee vischiose,
per vincere il fascino del precipizio,
le vertigini del labirinto,
l'asfissia del pregiudizio.

Per non sbriciolarci
armeremo i polsi
con acciaio di daghe,
brandiremo asce
per farci strada
tra i fantasmi delle nostre case
e le miserie dei nostri avi.

Dopo miglia e miglia
di sangue
e vesciche
di buio,
di streghe
squarceremo i telai di cera,
separeremo lo sciame dall’ape regina e
scacceremo le volpi dai pollai.

Per non sbriciolarci
riempiremo le borracce,
di antigelo e napalm
ingrasseremo i percussori
delle nostre armi automatiche,
e spareremo,
spareremo
ricordando il volto di nostra madre,
avendo ben in mente
il volto di nostra madre.

Per non sbriciolarci
diventeremo
duri
come sassi,
ordigni inesplosi
in terreni sconsacrati.

*

Social engineering

Con un’arancia sulla tavola
comincia una poesia.
Con delle cicatrici sulla schiena
finisce una tragedia
che poi sono un po’ la stessa cosa,
un inciampo nel presente,
un artiglio nel passato.

Tecniche di social engineering
ci irretiscono nell’inganno del voler essere
quando nemmeno siamo.

Zeen is a next generation WordPress theme. It’s powerful, beautifully designed and comes with everything you need to engage your visitors and increase conversions.

Altre storie
Simona Cerri Spinelli – da “Al centro dei rovesci”