FLASHES E DEDICHE – 1.6 – LA FORMULA DELLA GORINI

“La tua formula invertita femmina” (ed Kolibris 2020) di Michela Gorini è un gran bel libro, diciamolo subito, e per goderselo fino in fondo necessita di più letture e riletture. La Gorini ha costruito, strutturato, un lavoro omogeneo penetrando dentro gli elementi che costituiscono la sua dichiarata poetica. I temi a lei cari sono qui presenti (il corpo, la duplicità della voce, l’ossessione della parola) ed affrontati con cura e composti in modo da dare  una chiave di accesso alle parole plurisignificante. Si parla di muta-azione, c’è narra-azione, c’è il damocleo corpo-azione. Niente è banale in questa scrittura, certo anche ingannatoria (ed è un pregio) al primo impatto, perché occulta, nasconde, facendo si che il lettore si interponga tra il testo e il messaggio. Non è però una dimensione terapeutica, è una dimensione di disvelamento e di annotazione delle voci, una sinestesia sillabica di un corpo aperto.

 

vedovanze

 

 

il mio dolore è anche non sentire

[l’uomo morto e dentro una pace finta]

 

dove sono tutti i sensi

chiamati a esser vedovanze

dove sono gocce e sonorità

 

[i miei ultimi 2 anni]

 

perché questo silenzio tace

il governo della sostanza

[dove] abita la sostanza

quale casa è predisposta per

marcire sentimentalmente

 

dove abita e dove affonda

la malattia di esistere senza

 

illumina in cecità e arranco nel

volto che incrocio

 

e fugge [l’incrocio]

non può vedermi

[lo acceco]

l’immagine di me [è]

scaduta

 

 

i voli non sono leggeri

 

tutto brucia senza ferita apparente
senza ustione senza taglio senza morso
tutto brucia senza fuoco

esiste una dimensione del linguaggio che
ti ammorba il corpo perché sei [essere] al mondo e
diventa linciaggio brutale spara mille voli e
non sappiamo ma i voli non sono leggeri ma animali e
comportano addosso vespe punture insidie veridicità

mi sento solo occhi [un corpo che non vedo e non sento]
nessuna dimensione per sapere dov’è l’estensione
soltanto occhi neanche grati per la dose quotidiana

poi ci sono angeli
senza vedere sentono
senza toccare e
vedono sempre
in ogni anno in ogni
separazione

il volo leggero
anche quando nuotano
si dimenano per aria e
ti chiamano
e non puoi che

rispondere alla corrente
generativa istantanea
che appare e scompare
in direzione apparente

 

 

 

testa o croce

 

poi liberami

da questa croce

 

mi devi liberare

 

[testa o croce]

 

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