FLASHES E DEDICHE – 1.5- LE INDISCREZIONI DI CARLACCHIANI

È difficile in poche righe parlare di Sergio Carlacchiani o dare un’interpretazione completa al suo ultimo libro “Indiscrezioni dal fortilizio” (RPlibri 2020). Una personalità come Carlacchiani non la si può riassumere o desumere soltanto da ciò che scrive. E’  una lettura che consiglio  per la profondità e per la onestà, morale e “sabiana”  che  contraddistingue l’opera.  Il nostro autore è un artista, un performer, un attore e una vera e propria “voce”. Il suo canale youtube è tra i più seguiti per l’amore e la dedizione che concede alla poesia. Carlacchiani ha il sacro fuoco dentro, una purezza di uomo che raramente si incontra. Il suo libro è uno specchio, riflette gli anni della sua carriera: le sciabolate che affonda e quelle che ha subito. La vita a lui ha tolto tanto e sincronicamente tanto lui ha donato, fuori dalle dinamiche del do ut des, ma per libera scelta, per passione, per amore, per i grandi mezzi tecnico-professionali  a sua disposizione. Le “Indiscrezioni” sono la sua appendice, si leggono e al contempo si entra dentro un vortice artistico; mai un momento di non tensione, versi avvolti in un dettato asciutto, diretto e coinvolgente pur conservando sempre una sagace anarchia intellettuale. Il buon Galloni non aveva certo sbagliato nel definirlo amabilmente il “clamorosissimo”.

 

 

Il poeta e i suoi crimini

 

Non volevi scomparire per sempre

accennasti alla trascendenza agli

spiragli di luce sussurravi piani altri

volevi rovesciare il poetare costituito

hai perduto sconfitto dalle parole vane

hai scommesso su errori troppo facili

c’era un via umile alla comprensione

nella verità della propria autenticità

ora perché poeta le scrivi sconnesse?

Quale recondito speciale significato

cerchi non sarebbe meglio silenziarti?

Adesso non piangere crepuscolare sei

nel reclusorio nessuno ti vede né ti sente

ti sei indebitato hai dilapidato un patrimonio

di versi ti verranno a pignorare tutti i libri

questo ora è pentiti almeno o vergognati

molti avrebbero scommesso sulla tua verità

ormai tutto ciò che scriverai sarà ingiustificabile

l’oscurità ti regalerà quell’intervallo che ti spetta

adesso ricomponiti insignificante non sei più vivo

i giorni dell’abbandono saranno la tua produzione

più interessante nel disagio troverai un anelito vero

d’appartenenza l’ineluttabile decadenza ti divorerà.

 

 

Scandagli

 

Mi lascio vivere da ogni crocefissione che appare

affacciato alla finestra d’una libertà senza significato

ferito d’ansia processo l’ingenuità del resistere

il mondo s’è scambiato i vestiti non si appressa

l’ora è perduta irreale nell’infinita sottrazione

l’ombra se ne va sola sciolta da ogni legame

inabissata in una malinconia ormai incorniciata

continuano i malintesi col sonno fuori di ragione

sono come il giorno intrappolato nella notte

seduto al tavolo della cucina attendo gli avanzi

della mattina per fare smunta colazione di luce.

 

 

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