Federica Volpe – Tre inediti

volpeFederica Volpe nasce e cresce a Carate Brianza (MB) nel 1991. Nel 2015 è stata finalista del Premio Rimini pubblicando “Parole per restare” (Raffaelli Editore, 2016), che una volta edito ha vinto, nello stesso anno, il premio speciale all’autore giovane del Premio Gozzano e nel 2017 il premio speciale under25 del concorso “Atelier, 20 anni di poesia”. Sempre nel 2017 la stessa raccolta è stata finalista del premio Fogazzaro. Alcuni suoi testi sono stati pubblicati in antologie, riviste e nel web. Attualmente vive a Saragozza dove continua a dedicarsi alla sua passione per la poesia e dove ha iniziato a sviluppare interesse nei confronti della traduzione.

Federica Volpe 
Tre inediti

il giorno in cui nascesti
fu la vita dalle acque e
tra gli arbusti. Tutto ciò
che aveva voce cantò
la meraviglia del tuo nome
fatto carne, e nessuno sapeva
il lungo viaggio che aspettava
dietro lo steccato della prima
casa. Da quando sei è
tutta un’oasi boschiva,
un nascere e mietere
di grano, la gioia di casa.

*

Lasciami approdare sul tuo continente
di roccia e di sale, ristorarmi del succo
della frutta che matura sotto il tuo calore.
Appoggerò il mio piede al suolo con
rispetto di reliquia, senza concedere
al passo la sua profondità, apprendendo
da ogni tuo animale la sua grazia attenta.
Sussurrerò “terra” perché nessuno
s’accorga del miracolo terrenale
di poterti abitare come fossi altra pianta
nella varietà vorace delle tue vegetazioni,
senza che quasi tu mi senta in questo
studiarti d’eremita. Lascerò invariati
i nomi d’ogni cosa, insegnando ai sensi
cosa davvero significhi scoprire: che
molti hanno usurpato le nature credendo
fosse possedere. Io sono qui per amare.

*

E’ bastato il lampo dei tuoi occhi
a rinverdirmi il nome di intenzioni,
a scavalcarmi i balconi come l’edera
che cresce titanica e non conosce
i no. Ed eccoti ora, dopo tutto questo
strisciarmi sul freddo delle pietre,
di fronte a me come un miracolo
casuale – ma è dalle tempeste
che nasce l’ardore delle piante,
quando l’attimo dice loro se elevarsi
o soffocare -. Ascolto il silenzio che fa
il tuo respiro abbracciato ai miei muri,
e sento che da detrito mi faccio casa.

 


Fotografia di proprietò dell’autrice.

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