Durs Grünbein – Schiuma di quanti, traduzione di Anna Maria Carpi (Anteprima editoriale)

Durs Grünbein è nato nel 1962 a Dresda, allora DDR. Vive a Berlino. Da Einaudi ha pubblicato il diario narrativo Il primo anno (2004) e il poema Della neve ovvero Cartesio in Germania (2005), le raccolte di poesie A metà partita (1999), Strofe per dopodomani (2011) e Schiuma di quanti (2021), e la raccolta di saggi I bar di Atlantide (2018).

copyright: © 2021 Giulio Einaudi editore s.p.a.
© Suhrkamp Verlag, per gentile concessione di Berla & Griffini Rights Agency

 

*

 

da Koloss im Nebel (Colosso nella nebbia), 2012

 

Interieur mit Eule I

Mond scheint ins Zimmer. Nichts ist real.
Jeder Augenblick unergründlich, die Welt
Kolossales Echo im Labyrinth der Sinne.
In der Hand eine Münze – mein Talisman.
Siebzehn Gramm Silber, reines Symbol.
Eule, erleuchte mich, öffne die Augen.
Tier auf der Tetradrachme aus Attika, hilf.

 

Interno con gufo I

Nella stanza splende la luna. Nulla è reale
Ogni istante insondabile, il mondo
un’eco colossale nel labirinto dei sensi.
In mano il berretto – il mio talismano.
Diciassette grammi d’argento, puro simbolo.
Gufo, illuminami, apri gli occhi.
Animale su quattro dracme dell’Attica, soccorrimi.

 

*

da Zündkerzen (Candele d’accensione), 2017

 

Die Ausgeschlossenen

Ich habe Gespenster gesehen im Park –
Afrikaner. Sie lagen verstreut auf dem Rasen
Unter unnahbaren Pinien, wie Breughels Bauern
Im Schlaraffenland. Sie schliefen dort draußen
Bei Wind und Wetter, hangten die nassen
Kutten und Hosen aus den Caritas-Containern
Zum Trocknen an Bauzäune, Busche.
Sie machten früh Katzenwäsche, putzten
Die weißen Zähne in den dunklen Gesichtern
Am Brunnen mit dem eiskalten Wasser
Der Aquädukte, von römischen Sklaven erbaut.

Unsichtbar waren sie, für die meisten kaum mehr
Als Randfiguren. Schatten aus einer Unterwelt,
Nur von den Schnüfflern beachtet – Männern
Mit Schäferhunden –, schlichen sie
Den ganzen Tag wie im Morgengrauen umher.
Stolze Menschen im Grunde, doch nutzlos
In ihrer Verborgenheit, von zwei Augen punktiert,
Die glühten noch lange nach, wenn man sie traf,
Wie im Traum das Meer, das sie hertrug,
Das Meer zwischen ihnen und uns.

 

Gli esclusi

Nel parco ho visto spettri –
africani. Sparsi, sdraiati sull’erba
sotto inaccessibili pini, come contadini di Breughel
nel paese di cuccagna. Dormivano fuori
con qualsiasi tempo; appesi a cespugli, a steccati
ad asciugare c’erano calzoni e giubbe bagnate
che vengono dai container della Caritas.
Come i gatti si lavano, la mattina presto,
e quei denti bianchi su volti neri
se li puliscono con l’acqua gelida della fontana:
gli acquedotti costruiti dagli schiavi romani.

Invisibili erano, figure marginali per i piú
o meno ancora. Ombre dagli inferi,
li notano solo i ficcanaso – uomini
con cani lupo – tutto il giorno a zonzo
come sul far dell’alba.
Persone orgogliose, in fondo, ma inutili
nella loro clausura bucata da due occhi
che rimanevano un pezzo accesi quando li incontravi,
come in sogno il mare che qui li portò,
il mare fra loro e noi.

 

*

 

Da Inedite

Brest, Brest

Hier ging Europa zuende,
dort fing der Kontinent an.
Außengrenze nach Osten,
Abbruchkante zum Meer,
Bahnhof, Atlantikfestung,
Jüdischer Friedhof, Port Militaire.
Befestigter Ort: Brest,
im Herzen verankert.
Knotenpunkt Rußland, Frankreich,
schwer bombardiert. Schnell
uberschritten, Todesmarke,
brennende Zitadelle am Bug.

Suche, suche die Friedenslinie
hier oder dort, dort oder hier.
Flucht und Vertreibung, Krieg,
Koffer, aufgeplatzt, Kleider
verstreut auf den Gleisen:
Kindergesicht im Traum,
Schokolade und Bajonett.
Kirche im Kernwerk, Kräne
am Dock über den Kreuzern,
einsame Lokomotive vorm Pier.
Nichts pressiert mehr in Brest.

Brest, Brest

Qui l’Europa ebbe fine,
là incomincia il continente.
Confine esterno est,
l’angolo estremo si frantuma in mare,
stazione, fortezza atlantica,
cimitero ebraico, port militaire.
Luogo fortificato. Brest,
ancorata al cuore.
Punto nodale Russia, Francia,
strabombardate. Valicate
in fretta, la marca della morte,
cittadella che brucia sulla prua.

Cerca, cerca la linea della pace
qui oppure là, là oppure qui.
Fughe, espulsioni, guerra,
valigie sfondate, vestiti
sparsi sulle rotaie:
volto d’infante in sogno,
cioccolata e baionette.
Chiesa nella centrale atomica, gru
al carenaggio sopra gli incrociatori,
sul molo una locomotiva abbandonata.
Più niente accade a Brest.

 

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