Domenico Cipriano, La grazia dei frammenti (poesie scelte 2000 – 2020)

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Domenico Cipriano, La grazia dei frammenti (poesie scelte 2000 – 2020)

Prefazione di Luigi Fontanella

Giuliano Ladolfi Editore, 2020, pp. 140, euro 12,00

 

Chi non conosce ancora la poesia di Domenico Cipriano ne trova qui una preziosa antologia che parte dagli esordi e abbraccia gli ultimi vent’anni. Luigi Fontanella, nell’accurata prefazione, spende i nomi di Rocco Scotellaro e Leonardo Sinisgalli per spiegare il suo radicamento nella terra; ne segue poi il percorso, notando la graduale mutazione  del verso, da “corale” a “individuale”, e “l’attenzione vivissima, da parte di Cipriano, ai dettagli“. E non a caso, mi pare, il titolo scelto per questa raccolta è La grazia dei frammenti, estrapolato da suoi versi recenti, che stigmatizza l’attenzione al dettaglio e, al contempo, la capacità di prendere la giusta distanza dalle cose (La distanza dalle cose, significativamente, è il titolo di un fresco saggio di Plinio Perilli sulla poesia di Cipriano) per cogliere meglio le mutazioni del tempo su di loro, come sul volto di paesi e persone: il volto del paese ci divora e dopo/ ci separa.

Nelle prime poesie troviamo già tutti i segni della qualità di questo ventennale lavoro poetico, bastino pochi esempi: Sulle mie montagne/ c’è il mare/…/ Siamo pochi/ rimasti a guardare/ questo mare./ Scompare/ a Mezzogiorno,/ quando la bassa marea/ assorbe le sue nuvole; e più avanti, sempre nella prima sezione: Il giorno scorre/ lento appassire di foglie/ in questo inverno/ lungo sei mesi; ed infine: Se ti abbandonerò/ non è per il tuo odore umido/ di terra a novembre/ ma per l’odio giallo delle fronde/ sul tuo costato di roccia chiara. Un’osservazione merita il trattamento del sentimento amoroso. Il poeta ne registra la dolcezza ma anche i limiti, la sua inadeguatezza davanti alle domande estreme: Nemmeno i corpi uniti nell’amore/ e racchiusi in un respiro solo sanno dire/ dell’immenso in cui mi perdo ora/ per questo tramonto vulnerabile e mobile/ nel bagliore di una luce sterminata/ tra le voci intrecciate in lontananza.

È importante anche sottolineare la passione e la pratica della musica jazz del nostro poeta, che ha voluto accompagnare ogni sezione dell’antologia da suggerimenti musicali, indicando brani di alcuni grandi musicisti (Garbarek, Peacock, Haden, Jarrett,Towner ed altri) idealmente ed emotivamente legati alla singola raccolta ma avvertendo di non ascoltarli come “musica da sottofondo”. Questo aspetto, come sottolinea Fontanella, ci consente di osservare quanto possa essere fruttuosa e insospettabile la contaminazione tra la parola e la musica, tra poesia e altre arti.

La parola del poeta irpino non dà poi solo voce ai ricordi dell’infanzia – marchiata dai terribili ricordi del terremoto, ricomposti nella silloge ‘Novembre’, qui presente in estratto – e agli affetti più cari (come nei molti testi dedicati) ma è anche poesia filosofica, riflessione sul mondo continuamente riaffermata: Ci sorprende inattesa la paura per la vita, tra il sibilo della notte e il giorno dirompente. Cosa è importante: guardare fuori o l’intimità della gente? In realtà la filosofia di Domenico Cipriano si condensa in una ‘pietas’ profonda, abitata da un’ umanissima paura, un abbandonarsi consapevole e partecipe allo scorrere del tempo e della vita.

                                                                                                                                                   Antonio Fiori

...

Continuiamo a dirci vivi

ostinandoci a non apparire uguali

e questo morire eternamente

è il volto stesso che la vita ci consente.

...

Ora che il sole spira tra le cicatrici, la paura ci consuma

e appare vano appartenere al mondo.

.

Domenico Cipriano è nato nel 1970 a Guardia Lombardi (AV), vive e lavora in Irpinia. Già vincitore, per la poesia inedita, del premio Lerici-Pea 1999, ha pubblicato la raccolta Il continente perso (Fermenti, Roma, 2000, 2° ed. 2001 – prefazione di Plinio Perilli e nota del musicista Paolo Fresu) vincitrice del premio Camaiore proposta e segnalata al Premio Montale. Nel 2010 pubblica Novembre (Transeuropa, Massa, 2010 – prefazione di Antonio La Penna) libro nella rosa finalista del premio Viareggio-Répaci 2011, riedito in edizione bilingue con il titolo di November (Gradiva Publications, New York, 2015 – a cura di Barbara Carle, foto artistica di Eric Toccaceli). Segue Il centro del mondo (Transeuropa, ivi, 2014 – postfazione di Maurizio Cucchi) premio Giuseppe Pisano, premio speciale Città di Sant’Anastasia e segnalazione ai premi Pascoli, Frascati, Camaiore. A fine 2017 è stata pubblicata la raccolta L’Origine (L’arcolaio, Forlì, 2017). Ha collaborato con diversi artisti, in vari contesti. Ha realizzato il CD di jazz e poesia JPband: Le note richiamano versi (Abeatrecords, Olona, 2004) e, dal 2010, guida la formazione jazz-poetry “Elettropercutromba”. Ha realizzato i testi di #Hirpiniafelix “Pecore, zappa, scalpello e computer” a cura del Festival internazionale di media art FlussiTalk Rurality 2.0, video-performance presentata a EXPO 2015. Presente con interventi e poesie in numerose riviste, è redattore della rivista “Sinestesie”. Da oltre 20 anni propone in Irpinia iniziative per la diffusione e la conoscenza della poesia contemporanea.

 

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