Diego Bentivegna – Inediti

Diego Bentivegna (Munro, provincia di Buenos Aires, 1973). Ha pubblicato i libri di versi Las reliquias (Córdoba, Alción, 2013), La pura luz (Buenos Aires, Cabiria, 2015) e Geometría o angustia (Valencia, Pre-Textos, 2016). Ha tradotto in spagnolo Pasolini, Foscolo, Gramsci e molti poeti italiani contemporani. Lavora como docente universitario e ricercatore.

Testi tratti da Fatti del Mascardi

Inediti.
Versioni in italiano e in spagnolo di Diego Bentivegna.

“Questo lunedì parenti, amici, comunità mapuche e organizzazioni sociali hanno licenziato i resti di Rafael Nahuel, il 22enne morto questo sabato dopo essere stato colpito nel mezzo di un’operazione delle forze federali a Villa Mascardi”. Giornale Anbariloche, 27 novembre 2017.

Resti di una elegia

Chi potrà ascoltarci, chiedevi.
Sul fianco della strada
il lago si muoveva appena
con una leggera brezza
che per la regione, a novembre,
era piuttosto benevola.

Ora tra il coro degli angeli.

A pochi kilometri c’erano
quelle cose tremende: l’aria
traslucida,
la luce piena dei colli.

*

Restos de una elegía

Quién podrá escucharnos, preguntabas.
Al costado del camino
el lago apenas se movía
con una leve brisa
que para la región, en noviembre,
era más bien benévola.

Ahora entre el coro de los ángeles.

A unos pocos kilómetros estaban
esas cosas tremendas: el aire
transparente,
la luz plena de los cerros.

*

Politiche del nome

“Ho chiamato questi posti -scrive Moreno
in una delle riviste del Museo che abbiamo acquistato
ieri da casa a due soldi-, per le sue bellezze naturali
e per la sua aria cristallina,
la Svizzera argentina”.

*

Políticas del nombre

“Denominé a estos parajes -escribe Moreno
en una de las revistas del Museo que compramos
ayer desde casa con unos pocos pesos- por sus bellezas naturales
y por su aire cristalino,
la Suiza argentina.”

*

Fatti di Mascardi

In fondo c’erano due svedesi.
In verità, non sono sicuro che fossero svedesi: danesi forse,
promessi sposi di una remota Islanda,
facce come dei film dell´Artico.
Siamo saliti sul furgone con un ragazzo un po´ hippie
e con una donna giovane,
qualcuna della zona, dei tratti tedeschi,
come dalla foresta, come un taglialegna.

Lei e suo marito ci avevano visti poco prima sul sentiero
mentre camminavamo l’uno accanto all’altro
sotto i pini, sotto le araucarie,
senza dirci niente, senza gettarci
una parola,
come nei sentieri tortuosi dei monti.

Le armi, i prefetti. Un elicottero
rompeva per sempre
l´aria pulita.
Ognuno camminava rinchiuso nel suo piccolo mondo,
e nessuno
aveva sentito né urla né spari. Nessuno.

*

Hechos del Mascardi

En el fondo viajaban unos suecos.
En verdad, no sé bien si eran suecos, daneses,
novios de una Islandia remota,
rostros como de las películas del Ártico.
Subimos a la combi con un chico medio hippie
y con una mujer joven,
alguien de la zona, con rasgos de alemana,
como del bosque, como una leñadora.

Ella y su esposo nos habían visto hacía un rato en el sendero
mientras caminábamos uno junto al otro
debajo de los pinos, de las araucarias,
sin decirnos nada, sin cruzar
una palabra,
como en los caracoles de los cerros.

Las armas, los prefectos. Un helicóptero
quebraba para siempre
el aire claro.
Cada uno caminaba encerrado en su pequeño mundo,
y ninguno
había escuchado ni gritos ni disparos. Nadie.

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