Atelier 99: “Una nuova stagione poetica nell’età della fragilità” – Anteprima


Editoriale

Una nuova stagione poetica nell’Età della fragilità

1. Le conseguenze epistemologiche dell’epidemia del Coronavirus

È diventato un ritornello la convinzione che, dopo la pandemia provocata dal Corona-virus, il modo di vivere della stirpe umana non sarà più lo stesso. Ma, su come sarà, nessuno è ancora in grado di offrire valide previsioni. Ed è naturale: il futuro è sempre incerto.

Durante il presente momento di sfrenata logorrea, ampliata da tutti i mezzi di comunicazione, pubblici e privati, diretti o social, sono emersi alcuni elementi sui quali intendiamo riflettere per inquadrare la situazione e ipotizzare provvisorie linee di intervento nel settore della poesia.

Il fenomeno culturale, senza dubbio, non è e non può essere estraneo alle interpretazioni sociologiche che cercano di gettare una luce sul periodo in cui viviamo.

La recente situazione ha convinto anche i più restii che è indispensabile sganciare il settore sociale e culturale da quello economico. Il modello imperante dal 1975 e consolidato nel 1989 con la caduta del Muro di Berlino, cioè nel periodo di affermazione della globalizzazione, ha sancito il primato della finanza al di sopra di qualsiasi altro fattore umano. Non è un caso che nella suddivisione del Novecento, introdotta nel quinto volume della pubblicazione Il Novecento: dalla fuga alla ricerca della realtà, abbiamo indicato proprio in quelle date la fine del “novecento” o Secondo Decadentismo e l’inizio dell’Età Globalizzata. La crisi del 2008-2009 ha dimostrato i limiti e le conseguenze negative di questo modello, per cui se ne sono ricercati altri, ma nessuno di quelli proposti è stato accettato. Quest’anno è intervenuto un fattore nuovo, inaspettato sotto ogni aspetto, che ci sta costringendo a rimettere in discussione gli schemi passati e a delinearne dei nuovi.

All’inizio del XX secolo il sociologo Max Weber aveva intuito che nella natura umana è innata la resistenza al cambiamento il quale avviene, in modo particolare, nel momento in cui dall’esterno la società subisce una spinta costrittiva. All’inizio del mese di marzo l’economia, la circolazione delle merci e delle persone, le relazioni sociali sono state bloccate in tutto il mondo non da problemi interni, ma per l’azione di un fattore sanitario, un virus.

Se, come siamo convinti, anche la cultura è parte della società, dobbiamo dedurre che anche la fase dell’Età Globalizzata – non la globalizzazione – è terminata per lasciare spazio a un momento successivo. E, per ipotizzare i futuri scenari, quindi, si rende necessario approfondire la situazione attuale (continua).

Giuliano Ladolfi


In questo numero

Il n. 99 attua in modo particolare la vocazione di «Atelier» a interpretare la realtà in una feconda interconnessione tra società e poesia. In primo luogo si legga l’ampio Editoriale del direttore Giuliano Ladolfi, il quale, in base agli elementi di fragilità che la pandemia ha portato alla consapevolezza generale, intende proporre una diversa via estetica di carattere personalista per la scrittura in versi, sulla scorta delle più recenti acquisizioni filosofiche e sociologiche.

Giovanna Rosadini propone un’Inchiesta sui problemi dell’editoria ai tempi del Coronavirus, interpellando i responsabili delle più importanti aziende che pubblicano poesia. Le risposte di Mauro Bersani, Michelangelo Camelliti, Alessandro Canzian, Andrea Cati, Maurizio Cucchi, Agnese Manni, Beatrice Masini, Gerardo Mastrullo, Laura Pugno, Marco Saya, Damiano Scaramella e Claudia Tarolo sono lo specchio di un aumento di difficoltà già presenti nel periodo precedente, ma anche di una comune volontà di proseguire con rinnovato impegno. Comune è la percezione della marginalizzazione della poesia e la constatazione, diversa dall’opinione comune, che il periodo di reclusione non ha favorito la lettura.

La rubrica Saggi è dedicata alla produzione poetica di Umberto Fiori. Giuliano Ladolfi, dopo averne ripercorso il cammino letterario, si sofferma sull’ultima pubblicazione Il Conoscente, raccolta suggestiva, di difficile interpretazione per i risvolti sociali, politici e culturali che abbracciano gli ultimi cinquant’anni della storia, del costume e del pensiero della nostra nazione.

Nella sezione Intervista Guido Mattia Gallerani e Lorenzo Mari dialogano sulla natura della poesia tra ricerca e descrizione, all’interno di uno specifico legame tra parola e realtà. La competenza dei due autori permette di approfondire nodi irrisolti e di prospettare orizzonti interessanti nel settore.

La sezione Voci è dedicata ai poeti argentini della “Generazione aperta”, rappresentativi di una fortunata stagione che giunge fino ai nostri giorni: Luis Raúl Calvo, Antonio Aliberti, Héctor Miguel Ángeli, Horacio Preler, Luis María Sobrón, Nina Thürler. Pur essendo essi distinti per personalità e stile, il direttore Luis Raúl Calvo preferisce offrire un panorama unitario di un ideale di scrittura in versi che ha caratterizzato l’omonima rivista la quale, fin dalla fondazione nel 1992, si era proposta di essere «non solo canale di comunicazione, ma essenzialmente di riflessione». L’iniziativa continua la vocazione di «Atelier» a intrecciare un dialogo con le più vitali risorse poetiche mondiali.

Giulio Greco


Inchiesta

L’editoria ai tempi del Coronavirus
a cura di Giovanna Rosadini

Ci è sembrato importante, come rivista impegnata concretamente nel fare poetico, capire le conseguenze del recente evento pandemico, a tutti gli effetti epocale, sulla produzione editoriale, con particolare riferimento a quella poetica. Abbiamo pertanto cercato la voce di chi “opera sul campo”, che si è prestato gentilmente a fornirci la sua testimonianza, dagli editor di poesia delle maggiori case editrici agli editori medio-piccoli del settore. Ne emerge un quadro assai interessante, a partire dall’unanime grido d’allarme per il drammatico calo delle vendite librarie, con percentuali che vanno dal 20 all’80%, paradossale in un periodo che ha visto, con il confinamento e il lavoro da casa, un’espansione del tempo libero; molto bene ne sono indagate le ragioni, dal clima di ansia e preoccupazione incombente e generalizzata alle nuove difficoltà della vita quotidiana, si pensi solo ai tempi necessari per fare la spesa o alla necessità di conciliare (elemento sottolineato soprattutto dalle contributrici al questionario) presenza domestica dei figli e vita familiare con lo smart working. Oltre a ciò, hanno avuto la meglio sulla lettura dei libri quella dei media, soprattutto digitali, e la frequentazione dei social, diventati un tramite indispensabile per la vita sociale, oltre naturalmente a tutto il comparto dei notiziari e approfondimenti televisivi e, last but not least, a quello dell’intrattenimento, dove alla tradizionale pagina stampata si è definitivamente preferita, e sostituita, la frequentazione delle piattaforme digitali, Netflix in testa, con la sua offerta di serie tv.

A fronte di ciò, tornando alla realtà del libro, si è potuto constatare il primato delle librerie e dell’acquisto diretto rispetto a quello online (sia pure penalizzato dai beni di prima necessità), il primato del cartaceo rispetto all’ebook, e il primato degli incontri dal vivo, come incentivo per l’acquisto dei libri, segnatamente quelli di poesia, rispetto agli eventi online.

La poesia, genere di nicchia «piccola, convinta e ben protetta» (Tarolo), amatoriale e fuori mercato, si conferma tutto sommato un ambito relativamente danneggiato, e, proprio per queste sue caratteristiche, pervicacemente orientato al futuro.

  1. Quali ricadute ha avuto, per il mondo editoriale e in particolare per il comparto della poesia, l’epidemia ancora in corso di Covid-19? A quanto pare l’improvviso aumento del tempo libero dovuto al lockdown, insieme al rallentamento dei ritmi sociali e a una condizione di quiete domestica, contrariamente alle aspettative non sono state condizioni favorevoli alla vendita dei libri e a un incremento della lettura. Come spiegare un simile fenomeno? Quanto ha inciso, a riguardo, la chiusura delle librerie?
  2. Ci sono stati cambiamenti nella programmazione editoriale dei titoli di poesia? A suo parere, vi sono stati generi letterari penalizzati durante il periodo di chiusura e di confinamento?
  3. I tradizionali appuntamenti editoriali, da Bookpride al Salone del libro di Torino, ai festival letterari primaverili, sono stati per lo più cancellati o rimandati o, nel caso delle presentazioni, proposti in forma virtuale. Come sono cambiate, se sono cambiate, le strategie di promozione e vendita?
  4. Si dice che dopo questa pandemia il mondo non sarà più lo stesso. Come vede il futuro del libro, e il futuro di un genere letterario antichissimo come la poesia? Quali cambiamenti potrebbero verificarsi? (continua)

Dossier “Generazione Aperta”

 Poetas en “Generación Abierta”
a cura di Luis Raúl Calvo
traduzioni di Giuliano Ladolfi

Breve Muestra de Poesía Argentina

He aquí una breve muestra de poesía argentina, integrada por un grupo de destacados y representativos poetas, que considerando las fechas de sus primeras publicaciones, podríamos circunscribirlos a las generaciones poéticas de los 40, 50, 60, 70 y 80, del siglo pasado.

Salvo Antonio Aliberti, fallecido en el año 2000, los otro poetas siguieron escribiendo hasta los primeros años del siglo XXI.

En el caso de Héctor Miguel Ángeli, si bien su primer libro fue publicado en 1949, él siempre pidió que se lo considerara de la generación del 60, dada su afinidad con los poetas de esa generación y con los manifiestos que los mismos exponían, de diversas maneras por aquellos años, una poética muy ligada a lo social.

Más allá de los particulares registros poéticos de cada uno de ellos, hay un aspecto que los unifica y es que como dijera alguna vez ese genial artista que fue Basilio Kandinsky, fueron escritores comprometidos con el tiempo que les tocó vivir; y en lo particular, colaboradores permanentes, que enriquecieron, prácticamente desde los comienzos, nuestro Proyecto Cultural “Generación Abierta” (Letras-Arte-Educación).

Luis Raúl Calvo

Junio de 2020

www.generacionabierta.com.ar

 

Poeti della “Generazione Aperta”

Breve rassegna della poesia argentina

Presentiamo una breve rassegna della poesia argentina, composta da un gruppo di importanti poeti rappresentativi, che, in rapporto alle date delle loro prime pubblicazioni, potremmo circoscrivere alle generazioni degli Anni Quaranta, Cinquanta, Sessanta, Settanta e Ottanta del secolo scorso.

Ad eccezione di Antonio Aliberti, morto nel 2000, gli altri autori hanno continuato a scrivere fino ai primi anni del XXI secolo.

Nel caso di Héctor Miguel Ángeli, sebbene il suo primo libro sia stato pubblicato nel 1949, egli ha sempre chiesto di essere considerato appartenente alla generazione degli Anni Sessanta, data la sua affinità con i poeti di quella generazione e con i manifesti che hanno proposto, in vari modi in quegli anni, una poetica strettamente legata al sociale.

Al di là dei particolari registri di ognuno, c’è un aspetto che li unisce, come una volta ha detto quel geniale artista che era Basilio Kandinsky, e cioè che erano scrittori strettamente legati con il periodo in cui dovevano vivere; e, in particolare, erano collaboratori permanenti che hanno arricchito, praticamente fin dall’inizio, il nostro progetto culturale di “Generazione Aperta” (Lettere-Arte-Istruzione).

Luis Raúl Calvo

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