Alessandro Assiri – Inediti

Alessandro Assiri nasce a Bologna nel 1962, Vive tra Trento, Bologna e Parigi. Si occupa a vario titolo di letteratura e progetti culturali per editori italiani e francesi . Collabora con riviste cartacee e in rete. Ha all’attivo numerose pubblicazioni di poesia e critica.

Alessandro Assiri – Inediti

Guardo in direzione di due passi dall’adesso
Il congedo che comincia in fondo all’altra stanza
Era marzo anche una volta dentro vent’anni di valigie
È corpo quasi tutto questo riordinarsi a morsi
Prima del sonno che ti toglie dal mio peso
Ti dico c’è sopra il mio nome, ma tu la sera non ascolti
Riponi tutto nelle tasche, come quando parlavi con un bacio
E rendevi inoffensiva ogni parola che manca a questa storia

*

Sai che dalla guerra non si guarisce
Come dalla sofferenza che se anche la scordi agisce
Ti ho lasciato le parole in filastrocche e cianfrusaglie
In appunti in malestorie
Ti ho lasciato le parole per portarle a casa
Per liberarle dalla vergogna dal suo odore
Per cambiarle voce ti ho immaginato camminare veloce
Che non fossi tu quella di schiena
Che solo di spalle somigliasse a un’altra
E io potessi pensarti da padre. Saperti salva

*

La flebo goccia a goccia con parsimonia
Ridotta a niente sembri capace di tutto
Sono le diciannove da qualche minuto
L’infermiera vi divide tutti dall’odore
Scandisce le priorità con l’incontinenza
Prepara per la notte la tribù dei finti vivi

Non salutatemi
Non dite mai che ho smesso niente
Neanche la vita

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