Agi Mishol – tre poesie

Agi Mishol

Agi Mishol è nata nel 1946 in Transilvania da genitori ungheresi sopravvissuti alla Shoah ed è giunta in Israele con la famiglia nel 1951. Finora ha pubblicato venti libri di poesia, l’ultimo dei quali, Mal’akh ha-heder (“L’angelo della stanza”), nel 2015. Insignita di importanti onorificenze tanto in patria quanto all’estero, Agi Mishol è una delle poetesse israeliane più celebri e amate. Molte sue liriche sono state tradotte nelle principali lingue europee e figurano in numerose antologie. Oltre che alla scrittura, Agi Mishol si dedica alla coltivazione di pesche e cachi nel piccolo centro di Kfar Mordechai, dove vive con la famiglia. Informazioni complete sulla sua produzione letteraria, qui

 Agi Mishol

(inediti)

traduzione dall’ebraico di Sara Ferrari

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 mishol 01

La cerimonia è stata modesta:
l’impiegata del Ministero degli Interni mi ha teso
il tuo attestato finale. Tu,
che non hai mai posseduto alcun documento,
hai conseguito d’un tratto un bel certificato
di morte, con l’emblema dello Stato,
come se ti fossi particolarmente distinta in qualcosa,
soddisfacendo ogni richiesta.

Mi ha chiesto se volessi anche aggiornare
(così ha detto) il certificato di morte di mio padre.
Poi li ha deposti l’uno accanto all’altro
come due lapidi gemelle
e ha premuto il campanello elettrico.

Sono scesa in strada e ho continuato a camminare
come una bambina
piccola
che tiene per mano genitori di carta
fruscianti nel vento.

 

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Responsabilità

Nel cortile sul retro
fiorisce quest’oggi
(per un giorno)
quel cactus di cui
non conosco il nome
e se non sarò io a vederlo
chi mai lo vedrà?

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Istantanea: autoritratto con paesaggio
mishol 02
Questo sedere che mi si è svelato d’un tratto
in uno specchio antistante a uno specchio
nella stanza da bagno di un albergo
in una città straniera,
in assenza di chiunque altro
se non me stessa,
deve essere il mio:

un pallido paesaggio lunare, solcato
da crateri e colline di cellulite,
sulle quali atterro
per la prima volta e pianto
una bandiera.


Agi Mishol è nata nel 1946 in Transilvania da genitori ungheresi sopravvissuti alla Shoah ed è giunta in Israele con la famiglia nel 1951. Finora ha pubblicato venti libri di poesia, l’ultimo dei quali, Mal’akh ha-heder (“L’angelo della stanza”), nel 2015. Insignita di importanti onorificenze tanto in patria quanto all’estero, Agi Mishol è una delle poetesse israeliane più celebri e amate. Molte sue liriche sono state tradotte nelle principali lingue europee e figurano in numerose antologie. Oltre che alla scrittura, Agi Mishol si dedica alla coltivazione di pesche e cachi nel piccolo centro di Kfar Mordechai, dove vive con la famiglia. Informazioni complete sulla sua produzione letteraria, qui

Fotografia dell’autrice di Rami Nain

Sara Ferrari insegna Lingua e Cultura Ebraica presso l’Università degli Studi di Milano. Si occupa principalmente di letteratura ebraica moderna e contemporanea. Tra le sue pubblicazioni: Forte come la morte è l’amore. Tremila anni di poesia d’amore ebraica (Salomone Belforte Editore 2007); Yehuda Amichai, Nel giardino pubblico (A Oriente! 2008); La notte tace. La Shoah nella poesia ebraica (Salomone Belforte Editore, 2010); Uri Orlev, Poesie scritte a tredici anni a Bergen-Belsen (Editrice La Giuntina, 2013)

 

 

 

 

 

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