Adriana Libretti, Per quattro regni (almeno)

Ultimo aggiornamento:

Adriana Libretti
Per quattro regni (almeno)
Casa Editrice Le Mezzelane
2018, p.114, Euro 10,20


Adriana Libretti esplora ‘un/ passato che è stato appena/ giusto l’altro ieri’, lo fa con una poesia che ci conquista subito, alternando verso libero e quartine, frammento e verso cesellato. I suoi regni ci raccontano tutti una biografia trasfigurata, una rivisitazione della vita dalla quale l’autrice ritorna rasserenata, più consapevole del tempo attraversato, dei sogni coltivati, delle mete che ancora restano. La profonda, integrale religiosità e il sicuro controllo della parola spiegano gli ottimi esiti estetici di questa poesia. che ben può consentirsi un ampio spettro di tonalità – ironiche, sensuali, filosofiche – senza mai deludere, bensì ogni volta sorprenderci, o solo farci sorridere. Tutto ha inizio con l’esplorazione del corpo maschile – saggiando muscoli (‘sono a lodare il muscolo di spalla’), poetando sulla lingua (‘la lingua che hai tra i denti, quella intendo’), raccontando apparizioni (‘gli occhi/ distolgo/ inghiotto il desiderio/ calpesto bolle/ d’incredulità’) – per poi proseguire nel regno della musica del mondo (‘Note ignote il cipresso sussurrava/ ma l’accordo, mi accorgo, arriva ora:/ è votata ogni stella al suo mistero’; ‘Saranno vento e/ acacie a mormorare/ delle risaie rane/ a concertare’; ‘Io appartengo alla musica orientale/ alle liane intrecciate sopra l’acqua’) e in quello della natura, dove incontriamo la callicarpa, la cinciallegra, ‘l’irruenza del glicine’, l’orto, la vite. Conclude la silloge la visita al regno del tempo – ‘imposte spalancate/ su momenti a venire…Cosa ci vuole a dipanare il tempo/ l’arcolaio o la spola?’. Qui l’autrice si muove tra passato e futuro, rivede la madre e lei bambina, si pone domande ancestrali (come nella bellissima ‘Preghiera dell’Arca’, dove ‘Attendiamo colombe, mai tornate’), cerca, inutilmente, un’età dove ritrovarsi (‘Non mi ritrovo neanche nei vent’anni/ quando il pianeta intero mi era alieno’); e alla fine, eccola porsi la domanda delle domane – ‘Ha senso – e quale -/ interrogarsi ancora?’. Quella di Adriana Libretti è insomma una poesia che non tradisce, che accontenta il lettore più raffinato e quello casualmente di passaggio, perché fa la cosa più bella e difficile di tutte:  fa sentire la vita che scorre.

Zeen is a next generation WordPress theme. It’s powerful, beautifully designed and comes with everything you need to engage your visitors and increase conversions.

Altre storie
20171216 110437 resized
Filippo Strumia – altri inediti