Il paese nascosto di Luca Nicoletti

Luca Nicoletti

Il paese nascosto

Pequod, 2019

pp.102, euro 15,00

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‘Il paese nascosto’ di Luca Nicoletti non risponde a un solo nome o a un solo tema. Certo il paese di cui ci parla inizialmente è un luogo concreto – San Clemente di Romagna – ma è anche, di volta in volta, la madre del poeta, il giardino di Boboli, la figlia che ti guarda, la luna che ci chiama nell’eclissi e l’Axis mundi mitologico, che collega il cielo alla terra e agli inferi.

Giancarlo Pontiggia, nella bella prefazione, parla di una poesia che trae origine e alimento – pascolianamente – dai campi e dal paesaggio di San Clemente, per poi manifestare pian piano un “carattere fortemente metapoetico” anche quando si focalizza sulla madre e sulla sua perdita, anche quando sembra solo raccontare una visita a Firenze: Poi, cercando tra le vie del labirinto/ un ultimo confine/ siamo arrivati alla stanza immateriale. Procedendo nel percorso poetico, conosceremo il ‘Notiziario del mio io’, il rischio ‘che tutto s’allontani’, la ‘Poesia scritta al Parco della Resistenza’, la funambolica traversata di Petit, trasportati – in assonanze avvolgenti – da un verso che trova il suo ritmo in un misurato colloquio col lettore, il quale si sente accanto al poeta anche nei momenti più cerebrali e introspettivi: Forse non conveniva dar sostanza/ a quel fantasma che si era/ piano piano allontanato./ Lui che si alimenta/ del desiderio di sconfitta/ ha improvvisamente preso forma,/ si è sentito, per così dire, legittimato./ E ora che curiamo le ferite/ si sente la sua voce di lontano,/ ha brindato con i suoi compagni/ d’arme, demoni fantasmi e spiritelli/ affamati di colpe e di paure,/ avidi dei momenti in cui restiamo/ sul lato fragile. Il poeta, dicevamo, ha ampi orizzonti tematici e incontra dunque anche quelli civili, con la parola che si interroga, seppure con disincanto, su etica e politica: In qualche modo ci vuole/ un risvolto politico, almeno/ una frase civilmente impegnata/ cogliendo a caso tra le note più attuali,/ le disgrazie più sensazionali.// Non costa molto in fondo parlarne/ niente in confronto, di sicuro/ al consenso unanime indotto/ dalla finta distruzione del/ muro.

Il paese che visita Luca Nicoletti negli ultimi versi di questa raccolta è la poesia stessa, che diventa oggetto del discorso. Una poesia che però ci rimanda indietro, invitandoci a tornare da dove siamo venuti, alla vera fonte e all’unica maestra: la vita – Non chiedermi cos’è una poesia,/ non cercare troppo nelle parole/ che hanno un passo solenne./ Non c’è senso migliore/ di quello che ogni giorno la vita/ prova a mostrarti, in silenzio/ battendo le palpebre/ come un gatto che ti capisce:/ una luce molto distante,/ la vita dentro una casa/ inarrivabile là,/ dall’altra parte.

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Antonio Fiori

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Nella fioriera

La lucertola che si disseta
aspetta senza paura
le gocce che lascio cadere
sulla piccola foglia:
torna a bere, mi guarda
il suo occhio m’incontra,
sembra dirmi
la sua meraviglia.

*

Restane fuori. Resta fuori
da questa rissa di ricordi
non prendere le parti
di un mancato sussulto o
di un eccesso del cuore
senza nemmeno sapere
se quegli anni sono morti
e se chi parla lo fa per indurti
in un banale errore.
La memoria, si sa, nasconde
ciò che vuole. E quando arriva
o è un lampo o si traveste,
non porta sempre il sole.

*

Il rischio è che tutto si allontani,
un passo verso l’astrazione
un rincorrersi di intelletto e ragione
in un circolo senza luoghi né tempo

pura assenza di gravità
nella dispersione di un paesaggio acustico,
dove non si offende nessuno,
dove sono tutti buoni.

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Luca Nicoletti è nato nel 1961, ha studiato architettura presso l’Università di Firenze, vive e lavora a Riccione. Nel 2006 ha pubblicato L’essenza del mosaico, la prima raccolta di poesie, con prefazione di Gualtiero De Santi (ed. Pazzini, Villa Verucchio); nel 2010 la plaquette “Rosa – Sarò“, in ricordo della madre (ed. Raffaelli, Rimini). Nel 2015 la seconda raccolta di poesie, Comprensione del crepuscolo, con prefazione di Alberto Bertoni (ed. Passigli, Firenze) e nel 2019 l’ultima raccolta, Il paese nascosto, prefazione di Giancarlo Pontiggia (ed. Pequod, Ancona). Una selezione di sue poesie tradotte in spagnolo da Emilio Coco è pubblicata su Altazor-revista electrónica de literatura. Alcuni testi con note critiche di Maria Lenti sono compresi nel volume antologico Dentro il mutamento (ed. Fermenti, 2011). La condivisione di quel “sentimento del luogo” che ha ispirato la poetica per immagini della madre Rosita, fotografa, è all’origine di alcuni eventi dedicati all’incontro di fotografia e poesia. Tra questi, le letture teatrali La Divina Valle e Il paese poetico, dedicato alla poesia e ai luoghi di Giovanni Pascoli. L. N. è inoltre ideatore e curatore della rassegna San Giovanni in Marignano, Città della Poesia. Con “Il dono del paesaggio” è stato relatore in un ciclo di incontri del convegno “Passaggio nel paesaggio“, con il patrocinio della regione Puglia e dell’Ordine degli Architetti PPC.

 

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