Raffaela Fazio, inediti

Ultimo aggiornamento:

Le conseguenze della collera sono molto più gravi delle sue cause (Marco Aurelio).

Non cedete mai al primo impulso dell’ira: cedete sempre al primo impulso dell’amore (Arturo Graf).

 

Materia oscura 1
Disco di accrescimento

Se resto sarò legna
per questo fuoco nero?
(So bene cosa sia, lo riconosco).
Oppure la fiducia
di cui hai così bisogno
un giorno servirà al disinnesco?

È strano, non credevo
un seguito possibile.
Alla seconda volta hai chiesto aiuto
(hai avuto per lo scavo molta forza).
La terza ha colto entrambe impreparate.

È strano, con il tempo
in me tutto si smorza
aspira al nulla
quasi l’impatto fosse (nel vuoto) un incidente.
Il male dura poco
s’attarda solamente sulla pelle
(adesso appena sotto, tra zigomo e mascella).
A te non lo confesso perché temo
l’arrendermi affrettato al tuo abbraccio
il laccio
della nostalgia che si riannoda
(ma c’è vero perdono – o meglio
guarigione – senza scossa?)

Siamo padrone
davanti al fuoco nero
di dargli una risposta?
So bene cosa sia, lo riconosco
l’ho visto dal di fuori.
Ma ora sono dentro. E non è vero
che sia sempre lo stesso.
Il colpo, il buco nero
non può annullare il resto.
Né revoca l’amore. Ecco, lo sposta
in cima all’orizzonte degli eventi
lo rivela
rischioso e incoerente: imperfetto.
Gli altri che sanno?
Il fuoco che attraverso
finché io l’attraverso
non è inganno.

(novembre 2020)

***

Materia oscura 2
EVA (extra vehicular activity)

Il vuoto sostiene
per poco.
Il resto è fatica.
Tentante sarebbe tornare
al grembo indistinto
tagliare il cordone.

Invece continuo a ruotare
intorno al punto
dell’esplosione.

Mi scopro a guardare
la capsula in fiamme
il cuore espulso con forza
la quarta volta
la testa sbattuta
la voce che cade.

Ma è come se avessi
un solo occhio muto
accecato
da quale
tensione?
se uguali
nel loro eccesso
il buio e la luce
sono azzeramento
distanza assoluta.

(dicembre 2020)

***

Materia oscura 3
Latenza

La mano
resta uguale.
Contiene
lo stesso potenziale
di amore e di violenza.
Tutto è in latenza
dal giorno in cui nasciamo.

La mano
resta uguale
anche adesso che ha rotto
quello che ha scosso
– ancora capace
di protezione, capienza.

Ma ciò che si è rotto
ora vuole
che ogni pezzo riceva
almeno una volta
il suo vero nome.
Che non venga di nuovo
in fretta
sepolto.

(dicembre 2020)

Raffaela Fazio

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